Paradise Airlines
Taluni fra quelli che mi vedono metter fiori alla palina dove è morta mia figlia, mi dicono:”lasciala andare, non trattenerla col tuo rimpianto” come se fossero assistenti di volo della Paradise Airlines. Io in due anni e mezzo ho letto un sacco di libri sull’argomento, ho visitato i siti internet che se ne occupano, ho parlato con molte persone che avevano la loro teoria. Ho solo capito una cosa: il maggiore ostacolo fra me e l’altra dimensione è la ragione. Infatti, se invece di pensare a Maria Claudia “di testa” la penso “di pancia”, cioè col cuore e basta, la sento vicina. Mi sembra di comunicare con lei, di ottenere l’aiuto chiestole in preghiera, di ricevere risposte alle mie domande. Se però cerco di spiegare agli altri come faccio, li vedo increduli, ed è normale: loro ragionano, io “amo” e basta. Ragione e amore sono incompatibili.
Il linguaggio che usa Titti ha anche un nome scientifico: pareidolia. E’ quel meccanismo del subconscio che ci fa vedere un’oca in una nuvola, Hitler nella venatura del marmo, lo stivale nella penisola italica, ecc. E’ grazie alla pareidolia che capiamo subito le faccine tristi o allegre dell’emoticon, fatte di puntini-occhi, trattini-naso, parentesi-bocca, oppure interpretiamo come fenomeni paranormali (nel mio caso, come messaggi di Titti) le macchie o le ombre inattese delle foto, i voli improvvisi di farfalle e uccelli, gli ululati notturni dei cani.
Un fenomeno analogo (una sorta di pareidolia acustica) è la metafonia, uno dei metodi usati per ricevere messaggi dall’al di là. Ascoltando attentamente registrazioni del silenzio, bande radio vuote, incisioni fatte girare al contrario, si odono a volte suoni e fruscii fra i quali la “pancia” ci spinge a riconoscere voci, parole e frasi dei cari trapassati. So bene che sul piano razionale sono solo illusioni, che è il cuore a farmi vedere e sentire ciò che desidero tanto e non c’è più. Ma non ho che questo.
E in ogni caso “sento” che l’anima di Maria Claudia è già dove dev’essere, io non la trattengo affatto, andando alla palina. Sono certo che lei è già nella luce, però “sento” anche che è contenta di essere chiamata e di potermi rispondere. E’ un’illusione, ma mi fa bene. Mi aiuta a tirare avanti. Sulla porta di camera sua Titti scrisse: “la realtà è un sogno. Abbracciamo e accettiamo l’illusione. Solo oltre l’esistenza si annida la verità”.