Naufraghi e scialuppe
Continua il flusso dei clandestini sulle carrette del mare, nei container, nei doppi fondi dei camion… senza sosta. Una volta l’Italia era un paese “di transito” verso nazioni più appetibili come Francia, Germania, Inghilterra… Poi i paesi “appetibili”, a suon di controlli, espulsioni e carcerazioni, si son fatti indigesti, e gli immigrati hanno capito che stanno meglio qui, dove le leggi si aggirano, i controlli fanno ridere, da mangiare e da vestirsi gratis se ne trova, e per abitare è pieno di case e capannoni abbandonati che non saranno regge, ma sono sempre meglio dei tuguri dei loro paesi d’origine.
La questione di fondo ormai è chiara: anche se il nuovo governo riuscirà a rallentare questo flusso, il gap economico fra nord e sud del mondo lo farà ripartire, e a riceverlo ci saranno teste di ponte sempre più aggressive di parenti e compaesani. Aiutarli a casa loro? Non serve: finché il rapporto di reddito fra i loro paesi ed il nostro sarà di uno a cento, verranno a milioni, con ogni mezzo. Anche in futuro, quando il gap si ridurrà perché l’Italia andrà a ramengo mentre i loro paesi progrediranno, arriveranno lo stesso, perché il loro vero miraggio è il nostro welfare.
Non è egoismo, quello di chi li teme. Per capirlo, basta pensare alle scialuppe del Titanic, che si tennero ben lontane da quelli che erano finiti in mare, senza rispondere ai loro disperati richiami. Per disumano che possa sembrare, questo comportamento fu provvidenziale: se le barche si fossero avvicinate alle migliaia di naufraghi che annaspavano in acqua, costoro le avrebbero artigliate, rovesciate, affondate, facendo annegare chi ci stava sopra. Sarebbero morti tutti. Stando lontano, invece, qualcuno si salvò. Lo stesso ragionamento vale per i disperati che annaspano nella fame del quarto mondo e vogliono salire sulla scialuppa Italia: finiranno per rovesciarla. A parole, la sinistra vuole aprire le frontiere senza limiti e dare a tutti i nuovi arrivati un lavoro regolare e tutelato, e quindi chiama i naufraghi a far casino sotto bordo. Nei fatti sa che è impossibile issarli tutti a bordo, pena l’affondamento, e quindi li lascia in acqua ad annaspare. Però dicendo: “noi vi faremmo salire, è il nano che non vuole” .