Passategli la senape
La faccenda dei comunisti che “mangiano i bambini” la si sente citare spesso dai compagni, nelle polemiche giornalistiche e nelle battute dei comici, con ironia e con scherno. La dicono sghignazzando e strizzandosi l’occhio, come se fosse peggio di una leggenda metropolitana, una fesseria inventata dai preti e dai fascisti per impressionare i creduloni e gettare discredito sul Grande Partito di Mosca, una bufala talmente ridicola da sputtanare automaticamente chi l’ha inventata. Questo giochetto dell’ironia sui pargoli russi cucinati lo ha fatto persino Gramellini, anni fa, in un suo “Buongiorno”. Era un articolo sull’abuso compiuto da quei genitori e quelle maestre d’asilo che portavano i bimbi in piazza, ai girotondi politici. Sentite l’evidente, abituale sarcasmo rosso nell’attacco del pezzo: “I comunisti non mangiano più i bambini: preferiscono portarli in piazza”.
Avrebbe fatto meglio a tacere: solo due sere prima che lui ironizzasse così a sproposito sui bimbi divorati, l’Italia intera aveva visto e udito in Tv (a Mixer) la sconvolgente testimonianza di una vecchia ucraina su quell’argomento. La donna, piangendo, aveva raccontato di una sua compagna di scuola mangiata dai genitori, durante le terribili carestie provocate ad arte da Stalin negli anni ‘30 per stroncare la rivolta dei kulaki. Ogni compagno intellettualmente onesto dovrebbe leggersi queste verità nel “libro nero del comunismo” (stradocumentatissimo, inattaccabile, e scritto in Francia quando Berlusconi non era ancora in politica) e meditarci su. Ma le parole “onesto, comunista e intelligente” sono incompatibili. Chi è onesto e intelligente, non può essere comunista. Chi è onesto e comunista non può essere intelligente. Chi è intelligente e comunista non può essere onesto.
E non è tutto: la testimonianza diretta, televisiva, inconfutabile di quella vecchia valeva per i casi effettivi di cannibalismo minorile avvenuti in Urss, cioè per il senso reale dell’espressione “mangiare i bambini”. Per quello metaforico (ingoiarne le coscienze) Mixer documentava le migliaia di delazioni fatte in Urss da bimbi plagiati dal regime sovietico. Un crimine abominevole, eguagliato solo trent’anni dopo da Pol Pot e dalle Guardie Rosse di Mao. Ecco perché si dice che i comunisti “mangiano i bambini”. Primo, perché mangiavano davvero i loro corpi, per fame. Secondo, perché mangiavano metaforicamente le loro anime, plagiandoli. Avevan tutti l’anima “mangiata” quei fanciulli che per 70 anni non esitarono (fra lodi, incoraggiamenti e premi del partito) a denunciare i loro genitori come “revisionisti”, spedendoli a morire nei gulag. Ecco perché, quando in Italia vennero di moda i “girotondi” nelle piazze, alla gente per bene capitò di pensare, vedendo ignari bimbi degli asili portati in corteo dalle maestre con le bandiere arcobaleno in mano, che il lupo rosso perde il pelo, ma non il vizio.