Tuesday, November 3, 2009

Passategli la senape

La faccenda dei comunisti che “mangiano i bambini” la si sente citare spesso dai compagni, nelle polemiche giornalistiche e nelle battute dei comici, con ironia e con scherno. La dicono sghignazzando e strizzandosi l’occhio, come se fosse peggio di una leggenda metropolitana, una fesseria inventata dai preti e dai fascisti per impressionare i creduloni e gettare discredito sul Grande Partito di Mosca, una bufala talmente ridicola da sputtanare automaticamente chi l’ha inventata. Questo giochetto dell’ironia sui pargoli russi cucinati lo ha fatto persino Gramellini, anni fa, in un suo “Buongiorno”. Era un articolo sull’abuso compiuto da quei genitori e quelle maestre d’asilo che portavano i bimbi in piazza, ai girotondi politici. Sentite l’evidente, abituale sarcasmo rosso nell’attacco del pezzo: “I comunisti non mangiano più i bambini: preferiscono portarli in piazza”.

Avrebbe fatto meglio a tacere: solo due sere prima che lui ironizzasse così a sproposito sui bimbi divorati, l’Italia intera aveva visto e udito in Tv (a Mixer) la sconvolgente testimonianza di una vecchia ucraina su quell’argomento. La donna, piangendo, aveva raccontato di una sua compagna di scuola mangiata dai genitori, durante le terribili carestie provocate ad arte da Stalin negli anni ‘30 per stroncare la rivolta dei kulaki. Ogni compagno intellettualmente onesto dovrebbe leggersi queste verità nel “libro nero del comunismo” (stradocumentatissimo, inattaccabile, e scritto in Francia quando Berlusconi non era ancora in politica) e meditarci su. Ma le parole “onesto, comunista e intelligente” sono incompatibili. Chi è onesto e intelligente, non può essere comunista. Chi è onesto e comunista non può essere intelligente. Chi è intelligente e comunista non può essere onesto.

E non è tutto: la testimonianza diretta, televisiva, inconfutabile di quella vecchia valeva per i casi effettivi di cannibalismo minorile avvenuti in Urss, cioè per il senso reale dell’espressione “mangiare i bambini”. Per quello metaforico (ingoiarne le coscienze) Mixer documentava le migliaia di delazioni fatte in Urss da bimbi plagiati dal regime sovietico. Un crimine abominevole, eguagliato solo trent’anni dopo da Pol Pot e dalle Guardie Rosse di Mao. Ecco perché si dice che i comunisti “mangiano i bambini”. Primo, perché mangiavano davvero i loro corpi, per fame. Secondo, perché mangiavano metaforicamente le loro anime, plagiandoli. Avevan tutti l’anima “mangiata” quei fanciulli che per 70 anni non esitarono (fra lodi, incoraggiamenti e premi del partito) a denunciare i loro genitori come “revisionisti”, spedendoli a morire nei gulag. Ecco perché, quando in Italia vennero di moda i “girotondi” nelle piazze, alla gente per bene capitò di pensare, vedendo ignari bimbi degli asili portati in corteo dalle maestre con le bandiere arcobaleno in mano, che il lupo rosso perde il pelo, ma non il vizio.

Posted by manlio collino at 21:31:12 | Permalink | Comments (12)

La trans siberiana

Mi arriva questa e-mail da Rulettus, bravo professionista informatico che va verso i 40: «Quando non capivo molto di politica ero leghista, poi mi sono lasciato attrarre dal seducente berlusconismo. Leggendo la storia di Berlusconi, però, ho capito quanto è ladro, e sono passato alla destra moderata (finiana) finché anche quella s’è piegata allo strapotere mediatico del Berlusca. Allora, spaesato, ho cercato una moralità, perfino radicale come quella di Grillo o di Di Pietro, e sono approdato all’Italia dei Valori. Adesso leggo tutto e m’informo tanto, però non trovo scusanti alla disonestà di Berlusconi. Come mai non la denunci nei tuoi post? Perché usi anche tu come lui la parola comunismo, che ormai ha perso ogni significato, sia morale che sociale? Oggi, dare del comunista a qualcuno è come dirsi berlusconiano fino al midollo».

Pensate: questo ex Pontefice è laureato, e domani sarà un politico di mestiere, probabilmente. Per prepararsi, “legge tutto e s’informa”. Voglio anche crederci, poer nano, anche se ormai è tardi, per lui. Ma quando una commentatrice del blog (acida ex profia) paragona Mitrockhin agli Ufo, capisco come possa un (potenziale) suo ex allievo scrivere di aver capito quanto è ladro Berlusconi “leggendo la sua vita”. Scritta da chi? Non glie lo chiedo neanche. Gramsci ordinò: “Per dominare un popolo, impadronitevi della sua cultura”, e i compagni l’hanno obbedito con subdola tenacia per 60 anni; purtroppo usando il grimaldello del facilismo e quindi trascinando nella merda la scuola, l’università, la scienza, la cultura, l’arte, la cinematografia, la letteratura italiane, che negli anni ‘50 primeggiavano nel mondo e oggi arrancano in coda insieme ai “paesi emergenti”.

Il passo successivo è stato acquisire il controllo dei mass media. Dall’alto (con editori come De Benedetti, Confindustria, Bazoli, Murdoch…) e dal basso (con comitati di redazione ben controllati dai sindacati rossi). Lo potete verificare da soli: battendo “rassegna stampa” sui motori di ricerca di Internet, vedrete che a proporla son quasi tutti siti di sinistra. Su Facebook sta capitando lo stesso: otto volte su dieci i link politici che scorrono nella pagina comune sono antiberlusconiani. Cioè di sinistra. Il 90% delle copie di quotidiani (esclusi quelli sportivi) vendute in Italia sono contro il Cavaliere. Come i Tg della Rai e di Sky, i notiziari delle principali Radio private, i talk show, i copioni dei cabarettisti, i film in concorso nei vari festival… Sarebbe questo lo “strapotere mediatico del Berlusca”? Come son bravi i rossi a maneggiare i media lo si capisce anche da operazioni mediatiche “sottili” come quella di fare i moralisti intransigenti sulla escort del Cavaliere (paragonata senza mezzi termini a una troia), e i progressisti assolutori sul trans di Marrazzo (paragonato dai santoni della psicologia e della filosofia, in dotti articoli su Repubblica e la Stampa, al minotauro e alla dea Kalì, e scritto al femminile - “la” trans - per sdoganare meglio il vizietto di famiglia).

Così, di plagio in plagio, di gossip in gossip, di bugia in bugia, si generano le frasi di Rulettus. La prima: “Perché usi anche tu come lui la parola comunismo, che ormai ha perso ogni significato?” ignora il fatto che A) i comunisti sono tutt’altro che spariti, anzi, governano ancora molte nazioni del globo B) in Italia Santorano, Dandinano,  Tornatorano, oppure okkupano, spaccano, devastano gazebi e picchiano gli avversari politici. La seconda: “oggi, dare del comunista a qualcuno è come dirsi berlusconiano fino al midollo” ignora il fatto che A) i comunisti hanno SEMPRE criminalizzato come “fascista” chi dissentiva dalle loro tesi B) Oggi usano la stessa tattica col termine “berlusconiano”. Doppiamente ipocriti, perché da un lato fingono d’aver preso le distanze dal comunismo “imbarazzante” (salvo cantare “bandiera rossa” e sventolarla nei congressi e nei cortei, fra pugni chiusi, falci e martelli) per poter accusare chi li chiama comunisti di essere antistorico e goffamente fazioso, e dall’altro prendono questa “ingiustizia” (l’esser detti comunisti) come scusa per definire fascista chi la dice, o “berlusconiano fino al collo”. Così i due termini sono gemellati, la merda spalmata per 60 anni sul primo sporca automaticamente anche il secondo, e i Ruletti abboccano.

Posted by manlio collino at 00:14:00 | Permalink | Comments (20)