Merdacce e buonsenso

Oggi il mondo della scuola era in subbuglio per la riforma universitaria Gelmini. A Roma hanno anche dato l’assalto al Senato. Solite scene di guerriglia urbana (la sinistra ha sguinzagliato i suoi pit-bull dei centri sociali), con l’aggravante che la riforma più che altro interessa ai docenti, e gli studenti non c’entrerebbero. Sono i prof che temono la non riconferma. Ma sono riusciti a coinvolgere i soliti, pochi studenti politicizzati, per poi far dire ai media che “il mondo scolastico, compatto, è in subbuglio”. Compatto ‘sto par di balle. Dèjà vu. Stessi metodi del ’68 e anni seguenti. Lo prova il fatto che si siano fermate anche le scuole medie per una riforma che riguarda l’università.
Piccolo cammeo nella situazione: nella media dove studia mio nipote avevano avvisato di portare i ragazzi alle 9, perché la prima ora “saltava per solidarietà coi compagni precari che lottano contro la riforma Gelmini”. Peccato che i genitori, normalmente, lavorino, e quindi non possano aspettare le 9. I più hanno scaricato i pargoli davanti alla scuola alle 8,30 e sono andati via. I ragazzi hanno suonato per entrare e stare al caldo (stamane a Torino c’erano a quell’ora 2 gradi sopra zero), ma… sorpresa! Vietato l’ingresso fino alle 9. La bidella non voleva responsabilità, e dato che la scuola risponde dei bambini solo quando sono “ufficialmente dentro”, ecco la soluzione. Chiuderli fuori.
Ecco la vergognosa fuga dalle responsabilità dei dipendenti pubblici! Ecco l’idolatria del ‘mansionario sindacale’ (io sono un bidello, e il mansionario dice che non mi compete badare alla disciplina dei ragazzi). Ecco il funerale del buon senso! Ecco anche il cinismo crudele della preside, la negazione della sua missione educativa (“…chi se ne frega, basta che io non abbia grane, poi che crepino di freddo, che si prendano un accidente, che vadano pure in giro (ragazzini e ragazzine di 11 anni!) ad aspettare le nove, al bar, a fumare, a bere, a fare quel che vogliono, purché non lo facciano dentro la scuola, e se vanno sotto una macchina, pazienza…”).
Compagni: siete delle merdacce.
Che Norberto Bobbio abbia detto “Finche ci sarà un solo fascista in Italia, non potremo dirci un paese civile” è un falso clamoroso, che però gira su Facebook, grazie al vizio della disinformazione così radicato in voi, della serie “una bugia ripetuta mille volte diventa una mezza verità, chi mai avrà la pazienza di controllare una per una tutte le opere e le interviste di Bobbio per smentirci?”
Che io dica “Finché ci sarà un solo comunista al mondo, il mondo sarà incivile” sarà magari un’opinione, ma almeno non è un falso. E aggiungeteci pure il “merdacce”. Ve lo meritate. Con il mio più profondo disprezzo.
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2 Responses to Merdacce e buonsenso

  1. E.Raser says:

    Universita’ rimbambita.
    qui in Ancona son saliti sul tetto di ing con lo striscione NO AI TAGLI
    è a tutti noto che, dato il diagramma dei carichi, l’integrale primo è il diagramma dei tagli, l’integrale secondo il diagramma dei momenti flettenti, l’integrale terzo il diagramma delle inclinazioni, l’integrale quarto la linea elastica.
    i tagli li fa la Gelmini
    i momenti flettenti sono le necessarie sporadiche posture coi Baroni
    le incinazioni si maturano con gli anni, a livello inconscio
    la linea elastica è la migliore pratica professionale.
    cerco studenti per andare a rinnovare la lapide della Facolta’ di Spreco& Commercio in FACOLTA’ DI FALSIFICAZIONE MONETARIA

  2. Zoe says:

    Da “Cuore”, 2 Novembre.
    Questo giorno è consacrato alla commemorazione dei morti. Sai, Enrico, a quali morti dovreste tutti dedicare un pensiero in questo giorno, voi altri ragazzi? … Pensa alle tante maestre che son morte giovani, intisichite dalle fatiche della scuola, per amore dei bambini, da cui non ebbero cuore di separarsi … ogni cimitero ne racchiude centinaia di queste sante creature, che se potessero levarsi un momento dalla fossa griderebbero il nome d’un fanciullo, al quale sacrificarono i piaceri della gioventù, la pace della vecchiaia, gli affetti, l’intelligenza, la vita … Tanto siete amati, o fanciulli!
    Z